Caprera è una delle isole principali dell’Arcipelago di La Maddalena e combina spiagge, sentieri, fortificazioni militari e luoghi legati alla vita di Giuseppe Garibaldi. È abbastanza vicina ai centri abitati da poter essere visitata in giornata, ma abbastanza estesa e articolata da richiedere una scelta preventiva delle tappe.
Organizzare bene gli spostamenti è particolarmente importante nei mesi estivi. Alcune spiagge sono raggiungibili facilmente dalla strada, mentre altre richiedono una camminata o sono soggette a specifiche regole di accesso stabilite dal Parco Nazionale.
Come raggiungere Caprera da Palau e La Maddalena
Per arrivare a Caprera dalla Sardegna bisogna prima raggiungere La Maddalena. I traghetti partono da Palau e la traversata dura circa 15 minuti; durante la stagione estiva le partenze sono particolarmente frequenti. Da La Maddalena si prosegue poi verso Caprera attraversando il ponte che collega direttamente le due isole.
Il ponte può essere percorso in auto, moto, bicicletta o a piedi. Disporre di un mezzo proprio rende più semplice spostarsi fra le diverse zone di Caprera, soprattutto se si vogliono combinare spiagge, musei e sentieri nella stessa giornata.
Non è però indispensabile limitare la visita alla terraferma. Per osservare Caprera nel contesto delle altre isole e alternare cale diverse durante la giornata, su flottadelparco.com è possibile valutare un tour dell’arcipelago de La Maddalena con itinerari via mare fra alcune delle località della zona. Il servizio proposto dal sito parte da Palau e comprende diverse tappe nell’arcipelago.
La soluzione migliore dipende quindi dall’obiettivo della giornata: l’auto o la bicicletta consentono maggiore autonomia nella visita di Caprera, mentre un’escursione in barca permette di inserirla in un itinerario più ampio fra le isole.
Cosa vedere a Caprera oltre alle spiagge
Il principale riferimento storico dell’isola è il Compendio Garibaldino. Giuseppe Garibaldi visse a Caprera dal 1856 fino alla morte, avvenuta nel 1882, e la sua Casa Bianca conserva ambienti, arredi e oggetti legati alla sua vita quotidiana. Il complesso comprende inoltre edifici agricoli, spazi esterni e l’area cimiteriale.
A circa quattro chilometri si trova il Memoriale Giuseppe Garibaldi, allestito nel Forte Arbuticci. Qui il percorso assume un’impostazione più storico-documentaria e racconta la figura di Garibaldi attraverso sezioni espositive e apparati multimediali. Per il Compendio gli ingressi sono contingentati e la prenotazione è raccomandata, quindi è opportuno verificare orari e disponibilità prima della visita.
Caprera conserva inoltre numerose testimonianze della propria storia militare. Fra queste c’è Punta Rossa, nella parte meridionale dell’isola, con fortificazioni e strutture un tempo destinate alla difesa costiera. Anche Forte Arbuticci appartiene al sistema di opere militari costruite sull’isola alla fine dell’Ottocento.
Chi preferisce la natura può invece dedicarsi ai percorsi escursionistici. Il sentiero per Cala Napoletana, ad esempio, parte dalla zona di Arbuticci e attraversa macchia mediterranea e punti panoramici affacciati sulle isole settentrionali dell’arcipelago.
Le spiagge più belle di Caprera
Cala Coticcio è la spiaggia più conosciuta di Caprera, grazie alla piccola insenatura delimitata da granito e all’acqua particolarmente trasparente. La sua notorietà, però, comporta anche una tutela più rigorosa: l’accesso terrestre rientra nelle aree regolamentate dal Parco e deve avvenire secondo le modalità previste dal disciplinare vigente.
Cala Portese, chiamata anche Due Mari, è una scelta più semplice per chi cerca comodità. Presenta un fondale basso e sabbioso ed è facilmente accessibile in auto, bicicletta o autobus; queste caratteristiche la rendono particolarmente adatta anche alle famiglie con bambini.
Poco più a sud si può raggiungere Cala Andreani, caratterizzata da sabbia chiara, acqua trasparente e rocce dalle tonalità rosate. Dal parcheggio di Cala Portese occorre considerare una breve passeggiata di circa 15 minuti.
Nella zona di Punta Rossa si trova invece la Spiaggia del Relitto, riconoscibile per i resti del motoveliero Trebbo, incendiatosi nel 1955. Sabbia chiara e mare azzurro ne fanno una delle mete più frequentate della parte meridionale dell’isola.
Per chi preferisce camminare, Cala Napoletana è una delle alternative più interessanti. Si raggiunge lungo il sentiero numero 14 dalla zona di Arbuticci e offre più piccoli arenili inseriti in un tratto di costa decisamente meno urbanizzato. Ancora più appartata è Cala Caprarese, raggiungibile esclusivamente a piedi attraverso il sentiero numero 15.
Come organizzare la visita tra sentieri, accessi e tempi
Una giornata a Caprera non dovrebbe essere programmata contando soltanto il numero delle spiagge. Le distanze, i percorsi a piedi e le soste rendono più realistico scegliere due o tre zone e visitarle con calma, invece di spostarsi continuamente da una parte all’altra dell’isola.
Per Cala Coticcio e Cala Brigantina è necessario prestare particolare attenzione alle regole vigenti. Il Parco Nazionale mantiene un sistema di accesso controllato ai sentieri e prevede l’accompagnamento secondo il disciplinare, oltre a un contributo ambientale di 3 euro per visitatore, con esenzione indicata per i bambini fino a 12 anni. Prima della partenza conviene verificare sempre eventuali aggiornamenti sul sito ufficiale del Parco.
Scarpe adatte ai sentieri, acqua, protezione solare e una programmazione basata sulle temperature sono essenziali soprattutto in estate. Le escursioni più lunghe sono preferibili nelle ore meno calde, mentre le spiagge facilmente accessibili possono essere lasciate alle ore centrali della giornata.
Caprera offre quindi esperienze molto diverse in pochi chilometri: dalle spiagge di Punta Rossa alle cale raggiungibili a piedi, fino ai luoghi garibaldini e alle antiche fortificazioni. Scegliere in anticipo cosa privilegiare permette di evitare una visita frettolosa e di dedicare più tempo ai luoghi che meglio corrispondono al proprio modo di vivere l’isola.
